Per questioni generazionali ho avuto il colpo di fortuna di iniziare il mio percorso da lettore nel 1970. Ho divorato fumetti in quel decennio che coincide con il periodo in cui Gianni De Luca, dalle pagine de il Giornalino, faceva la storia stessa del fumetto (non solo italiano). Di volta in volta, ero ipnotizzato dai suoi disegni che mi invitavano a conoscere la periferia di Milano, le storie della Bibbia o il mondo di Shakespeare. Ricordo il giorno in cui mi sono reso conto che una mente - una mano - creava questo insieme di immagini, associandola al nome di Gianni De Luca. Ho iniziato cosรฌ a immaginare il suo lavoro, la sua scrivania e, tra i ferri del suo mestiere, il suo rigore. Ero ancora un ragazzino ma grazie al modo in cui quei disegni erano collocati in uno spazio preciso, il mio sguardo di lettore era diventato adulto. Ciao Gianni, grazie da Tonino
In aereo per Angoulรชme tra Ruggero Giovannini e Guido Buzzelli
Da sinistra: D'Antonio, De Luca, Peroni, D'Amico, Polese, Boscarato e Basari
La storica redazione de Il Vittorioso negli anni cinquanta
Con Giuliana, a Chiasso, giocando agli agenti segreti
Conviviale, tra Gino D'Antonio e Ruggero Giovannini. In fondo, Sergio Trinchero e Carlo Peroni
Da sinistra: Chendi, Jacovitti, De Luca e Carpi